Claudio Tuozzolo. Emil Lask e la logica della storia

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Franco Angeli, Milano – I° edizione 2004


Buone condizioni; come si evince dalle foto espressamente realizzate per questa inserzione, l'esemplare in oggetto è in uno stato di conservazione decisamente buono : rilegatura flessibile solida e compatta e pagine senza segni, sottolineature e/o pieghe di lettura. Il piatto anteriore e posteriore sono totalmente integri e senza danni/segni di usura degni di nota ( normale usura da scaffale, vedi dettagli in foto ). Pagine alquanto nitide, tanto all’interno che sui tagli, senza tracce di patina e/o fioriture.

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Che cosa è la storia? Dove si deve porre la linea di separazione fra cultura e natura? È possibile pensare e definire quell'elemento storico che distingue l'esistenza umana da ogni altro modo d'essere?
Tali domande sono da tempo al centro della riflessione filosofica contemporanea e strettamente legate alla questione dell'epistemologia delle scienze storico-sociali.
Emil Lask (1875-1915), esponente di spicco del neokantismo del Baden, tentò di sviluppare questi temi proponendo un'analisi della logica dell'oggetto storico. La sua filosofia formale della storia è però anche una riflessione sul ruolo del soggetto trascendentale e sulla relazione essere-pensare. In questo autore, infatti, il tema dell'oggettività della scienza si intreccia con la riflessione ontologica sulla differenza essere-ente.
Il presente studio si concentra sulle opere laskiane in cui è centrale il tema del "valore concreto" e dell'individualità storica. Penetrando nei meandri della "rivoluzione copernicana", dell'oggettivismo e dell'irrazionalismo di Lask, il testo presenta le aporie in cui cade il filosofo nel costruire una prospettiva che vorrebbe conciliare l'idea della "panarchia del Logos" con la tesi che identifica la realtà con l'individualità assolutamente irrazionale. La specificità dell'idealismo del giovane Lask emerge, così, attraverso una riflessione sulla sua originale lettura di Kant, Hegel, Fichte e Rickert. Il testo non trascura, tuttavia, la questione della Wirkungsgeschichte del neokantismo del Baden e traccia, nelle appendici, alcune linee di un nuovo confronto critico con taluni aspetti delle tesi filosofiche di Benedetto Croce e dell'ermeneutica ontologica contemporanea.


pp.240

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