Italo Leonzio. L’ippocampo

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Tipolitografia D’Argento – I° edizione maggio 2007 Francavilla al Mare

Buone condizioni; come si evince dalle foto espressamente realizzate per questa inserzione, l'esemplare in oggetto è in uno stato di conservazione complessivamente  buono : rilegatura flessibile solida e compatta e pagine senza segni, sottolineature e/o pieghe di lettura. Il piatto anteriore e posteriore sono  integri e senza danni/segni di usura degni di nota ( normale usura da scaffale, vedi dettagli in foto ). Pagine alquanto nitide, tanto all’interno che sui tagli, senza tracce di patina e/o fioriture.

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“Questo libro vuole essere un omaggio  a quella generazione che pur nella grande povertà era vissuta serenamente nel solco  di una favola incantata fino al 1943, quando fu travolta dalla cruda realtà di una guerra spietata e brutale  fin dentro le proprie case”.
Italo Leonzio era nato a Francavilla al Mare nel 1922 e, quindi, visse in prima persona le drammatiche vicende conseguenti al passaggio del fronte durante il periodo settembre 1943-giugno 1944. Distante poco più di dieci chilometri da Ortona, e pochi di meno da Pescara, Francavilla subì pesanti distruzioni non solo materiali, ma anche morali. La violenza delle truppe tedesche, esacerbata dalla incipiente ed inarrestabile avanzata delle truppe dell’VIII° armata inglese, culminò nell’eccidio di Santa Cecilia, con l’uccisione di 20 cittadini innocenti come rappresaglia per la morte di un soldato tedesco, accoltellato dal padre di una ragazza vittima di stupro ( 30 dicembre 1943 ). La poesia “Lu massacre de Santa Cecilie” ricorda, appunto, questo drammatico episodio. Altre poesie sono dedicate a luoghi, personaggi ed usanze di Francavilla. L’uso del dialetto non va inteso come linguaggio “esoterico” per pochi “iniziati” , ma, anzi, vuole essere un invito alla condivisione della genuina espressione di una comunità semplice ed operosa, che, già ai primi del ‘900 era una rinomata stazione balneare ( la perla dell’Adriatico ) e dava ricetto agli artisti del Cenacolo Dannunziano. Nel volgere di pochi decenni quella Francavilla fu rasa al suolo, casa per casa, dall’esercito tedesco in ritirata. “Francavilla Kaputt” fu l’ordine impartito alle truppe in ritirata. Eseguito puntualmente

pp.271

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