Anatole Kopp Città e rivoluzione
Feltrinelli – I edizione 17 marzo 1972 Varese
Buone condizioni; come si evince dalle foto espressamente realizzate per questa inserzione, l'esemplare in oggetto è in uno stato di conservazione complessivamente buono : rilegatura flessibile solida e compatta e pagine senza segni, sottolineature e/o pieghe di lettura. Il piatto anteriore e posteriore sono integri e senza danni/segni di usura degni di nota ( normale usura da scaffale, vedi dettagli in foto ). Pagine alquanto nitide all’interno, cospicua patina ambrata sui tagli e sui risvolti dei piatti
Per Kopp, gli architetti sovietici degli anni '20 (come Moisei Ginzburg, Konstantin Melnikov e i fratelli Vesnin) non cercavano una semplice rivoluzione estetica ispirata alle correnti artistiche europee. Consideravano invece l'edificio uno strumento attivo per plasmare i comportamenti collettivi, eliminare le barriere di classe e accelerare la transizione verso il socialismo.
Il saggio documenta la sperimentazione di nuove tipologie abitative nate per liberare l'individuo (e soprattutto la donna) dalle mansioni domestiche individuali. L'esempio cardine è la casa-comune (Dom-Kommuna), una struttura dotata di alloggi minimi privati integrati da ampi spazi collettivi per la ristorazione, la cultura, lo sport e la cura dei bambini.
pp.309
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