Fausto De Sanctis. Cesare De Lollis poeta e traduttore

Prezzo: 10,00 €
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Istituto di Studi Abruzzesi/Edizioni Sigraf – I° edizione settembre 2008

Buone condizioni; come si evince dalle foto espressamente realizzate per questa inserzione, l'esemplare in oggetto è in uno stato di conservazione complessivamente  buono : rilegatura flessibile solida e compatta e pagine senza segni, sottolineature e/o pieghe di lettura. Il piatto anteriore e posteriore sono  integri e senza danni/segni di usura degni di nota ( normale usura da scaffale: piccola abrasione sul bordo superiore del piatto anteriore che presenta anche gli spigoli leggermente arricciati, blande macchie da contatto sul piatto posteriore, vedi dettagli in foto ). Pagine alquanto nitide, tanto all’interno che sui tagli, senza tracce di patina e/o fioriture.

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Il volume propone alcune liriche giovanili del De Lollis e ventisette traduzioni dal tedesco (Platen, Goethe, Lenau), dallo spagnolo (Ramón de Campoamor, Bécquer, Zorrilla), dal francese (Clément Marot, Baudelaire), poste a fronte dei testi originali stranieri.
Dalla serie ordinata degli articoli e dei saggi apparsi – tra il 1907 e il 1925 – sul Giornale d’Italia e su La Cultura, e raccolti in Appendice, emergono poi chiaramente, anche attraverso un’analisi serrata di traduzioni da altri poeti e scrittori di prim’ordine (Molière, Vauvenargues, Shakespeare, Ossian, Byron, Lope de Vega, Shelley, Rabelais, Balzac e Puškin), le teorie delollisiane sull’ ‘arte del tradurre’.
Ciò che l’Autore dimostra con questo suo studio e con questa sua raccolta, è che De Lollis, anche in parte contraddicendosi, riuscì ad essere nelle sue traduzioni “poeta” in proprio, cioè ricreando per suo conto una nuova poesia, ma non cessando, almeno in tutto, di essere anche attento “filologo”. In altri termini, non il solito traduttore-traditore, ma un poeta che crea nuova poesia su un dato acquisito e mai perduto di vista. Lo attesta soprattutto la sua traduzione dello Spleen IV di Baudelaire, che è veramente un capolavoro di nuova poesia e di perspicace interpretazione critica.

pp. 175

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