Luigi Alfiero Medea – Le storie dei nostri emigranti. Raccolta di testimonianze dei Vastesi nel mondo

Prezzo: 25,00 €
Tasse incluse

Cannarsa – I° edizione gennaio 2006

Buone condizioni; come si evince dalle foto espressamente realizzate per questa inserzione, l'esemplare in oggetto è in uno stato di conservazione decisamente buono : rilegatura flessibile solida e compatta e pagine senza segni, sottolineature e/o pieghe di lettura. Il piatto anteriore e posteriore sono totalmente integri e senza danni/segni di usura degni di nota ( normale usura da scaffale: piega sul bordo inferiore dx del piatto anteriore,2 vedi dettagli in foto ). Pagine alquanto nitide, tanto all’interno che sui tagli, senza tracce di patina e/o fioriture.

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Per i tipi dell'Editrice Cannarsa è uscito  "Le storie dei nostri emigranti". In 384 pagine sono raccolte le testimonianze dei Vastesi nel mondo. Ne è autore il prof. Luigi Alfiero Medea che nella introduzione sottolinea come il libro si deve alla indomita volontà del comm. Silvio Peroro, il quale per anni egli si è impegnato a raccogliere le "storie" degli emigranti, per realizzare un progetto che accarezzava da tempo: lasciare per iscritto alle nuove generazioni il racconto dei sacrifici, patiti dai nostri emigranti, che per necessità economica hanno dovuto lasciare il luogo natio ed espatriare in terre lontane in cerca di lavoro per sostentare la famiglia. Scrive il prof. Medea: "Per realizzare il libro occorrevano tempo e pazienza certosina per selezionare tutto il materiale, arrivato al comm. Silvio Petroro fin dal 1983 e conservato in tutti questi anni nell'archivio dell'ufficio di Via Tobruk, luogo diventato ormai "sacro" per gli emigranti, perché ricco di ricordi e di testimonianze". "Il lavoro redazionale - aggiunge Medea - è stato piuttosto impegnativo, perché c'era da rendere più scorrevole nella lettura i vari racconti, spesso arrivati in una stesura, inframmezzata da frasi dialettali ed espressa in un italiano molto approssimativo. Mi sono sforzato di rimanere quanto più fedele possibile al contenuto di ognuna delle storie: tutte testimoniano l'affetto per la madre lingua. Gli emigranti, infatti, l'hanno continuata a parlare in casa, insegnandola anche ai figli e ai nipoti, come un ulteriore amore e legame per la patria lontana". L'opera è divisa in 17 capitoli (12 sono dedicati agli emigranti vastesi dell'Australia, mentre gli altri 5 riguardano l'emigrazione vastese nelle altre nazioni ). I lettori si potranno rendere subito conto che, per quanto riguarda l'Australia, è stata dura non soltanto la prima emigrazione (quella, per intenderci, degli anni '20 e '30), ma anche l'emigrazione che si è sviluppata subito dopo la guerra e negli anni '50, avendo avuto le seguenti problematiche: solitudine e depressione, al momento dello sbarco al porto di Fremantle (spesso non si trovava nessuno che accogliesse l'emigrante o indicasse a lui dove andare), diffidenza, ma a volte vero e proprio disprezzo, da parte degli australiani, molti dei quali arrivavano a chiamare l'italiano "Dingo, bastardo", l'invio in campi di concentramento, la costrizione ad accettare lavori umilianti, il debito che si contraeva per le spese di viaggio. In quel periodo, così difficile, però, su tutto è prevalso il senso di onestà, di abnegazione, di amore per il lavoro e la famiglia. E col passar del tempo la maggior parte degli nostri emigranti sono riusciti a crearsi un certo benessere economico, alcuni diventando piccoli proprietari, altri raggiungendo persino il successo nella società australiana. 

pp. 376

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