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Mussolini e gli Ebrei: la tesi controcorrente di Giorgio Pisanò

Chi era Giorgio Pisanò: Il giornalista della memoria "di parte"

Per comprendere il valore di un volume come "Mussolini e gli Ebrei", è necessario inquadrare il suo autore. Giorgio Pisanò (1924-1997) non è stato solo un prolifico saggista, ma un protagonista della storia che raccontava. Volontario nella Xª MAS e poi nelle Brigate Nere della RSI, nel dopoguerra divenne uno dei più noti giornalisti d'inchiesta dell'area di destra, fondando settimanali di successo come Candido e sedendo per vent'anni nei banchi del Senato per il MSI.

Pisanò ha dedicato l'intera vita a una missione: la revisione della storiografia ufficiale sulla Seconda Guerra Mondiale e sul fascismo, cercando prove e documenti spesso ignorati per riabilitare l'operato delle autorità italiane durante il conflitto.


Il volume: Una verità sepolta tra i documenti?

Pubblicato originariamente nel 1967 (Edizioni FPE), "Mussolini e gli Ebrei" si presenta come una sfida frontale al paradigma storico consolidato. La tesi di Pisanò è audace: nonostante l'antisemitismo ufficiale delle Leggi Razziali del 1938, Mussolini avrebbe agito dietro le quinte per proteggere le comunità israelitiche.

Pisanò sostiene che:

  • L'opera di salvataggio: Nelle zone occupate dalle Forze Armate italiane (Francia, Jugoslavia, Grecia), l'esercito e i funzionari fascisti avrebbero sistematicamente ostacolato le deportazioni pretese dall'alleato tedesco.

  • Le fonti ebraiche: L'autore dichiara di aver attinto proprio alle testimonianze raccolte dal CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) per dimostrare che, finché l'Italia ebbe sovranità, gli ebrei sotto la sua protezione furono al sicuro.

  • Il massacro dopo l'8 settembre: Secondo Pisanò, il vero tragico destino degli ebrei italiani non fu causato dal fascismo, ma dal crollo dello Stato dopo l'armistizio, che lasciò il campo libero alle SS e alla loro furia omicida.


I decisi interventi della RSI

Un punto centrale del libro riguarda il periodo della Repubblica Sociale Italiana. Pisanò documenta gli sforzi delle autorità repubblicane per sottrarre il maggior numero possibile di ebrei alle razzie naziste dell'ottobre 1943, sostenendo che molti interventi di Mussolini servirono a mitigare o impedire eccidi che i tedeschi erano pronti a compiere su scala industriale.


Perché rileggere Pisanò oggi sul blog de "Il Cruscaiolo"?

Riscoprire questo volume significa confrontarsi con un testo che ha fatto discutere generazioni di storici. Che si condividano o meno le sue conclusioni, il lavoro di Pisanò è un esempio di storiografia militante che si basa su una ricerca documentaria imponente.

Per il collezionista e il ricercatore, questo libro rappresenta un "tesoro ritrovato" non solo per la rarità della sua edizione originale, ma perché offre una chiave di lettura diversa su uno dei periodi più oscuri e complessi della nostra storia nazionale. È un invito all'approfondimento critico, tipico dell'Occhio del Critico: guardare oltre la superficie per comprendere le sfumature di una realtà che raramente è in bianco e nero.


Scheda Bibliografica per i Cercatori di Tesori

Puoi consultare la rarità di questo volume e approfondire la sua storia sul nostro catalogo:

Nota bibliografica: Il volume, arricchito da una vasta documentazione iconografica e testuale, è considerato un pilastro della pubblicistica revisionista italiana del dopoguerra.

Posted in: Tesori Ritrovati

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