Astrattismo storico italiano. Il caso Como. Museo Parisi Valle 2001 A cura di Luigi Cavadini

Prezzo: 13,00 €
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Civico Museo Parisi Valle Maccagno ( Va ) - I° edizione 12 maggio 2001 Germignaga ( Va )

Buone condizioni; come si evince dalle foto espressamente realizzate per questa inserzione, l'esemplare in oggetto è in uno stato di conservazione decisamente buono : rilegatura flessibile solida e compatta e pagine senza segni, sottolineature e/o pieghe di lettura. Il piatto anteriore e posteriore sono totalmente integri e senza danni/segni di usura degni di nota ( normale usura da scaffale, vedi dettagli in foto ). Pagine alquanto nitide, tanto all’interno che sui tagli, senza tracce di patina e/o fioriture.

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Per quanto riguarda l'arte, l'attenzione è puntata sull'astrattismo comasco, episodio rilevante nello sviluppo dell'arte astratta italiana, che trovò terreno fertile nella città di Como, certo sollecitato anche dalle architetture razionaliste realizzate tra la fine degli anni Venti e gli anni Trenta da Giuseppe Terragni. L'attenzione della mostra si concentra sull'inizio degli anni Quaranta e assume in particolare come momento di riferimento la Biennale di Venezia del 1942, dove, nella sezione dedicata al "Futurismo", l'esperienza comasca, allora in pieno sviluppo, otteneva una significativa vetrina internazionale. 
In quel contesto ritroviamo, infatti, Carla Badiali (1907-1992), Mario Radice (1898-1987) e Manlio Rho (1901-1957) e un gruppo di altri artisti comaschi spesso trascurati nella ricostruzione storica dell'arte comasca di quegli anni: Aristide Bianchi (1905-1984), Cordelia Cattaneo (1921-1958), Carla Prina (1912), Eligio Torno (1888-1960). Mancavano in quella rassegna Aldo Galli (1906-1981), pure attivo in città sia come scultore che come pittore, e Alvaro Molteni (1920) che solo all'ultimo momento rimase escluso dalla partecipazione alla mostra veneziana. La mostra intende dimostrare come il clima comasco fosse in quegli anni - caso particolare all'interno del panorama artistico italiano - fervido di iniziativa e di novità, maturate anche in forza di un rapporto dialettico esistente tra gli architetti razionalisti e i pittori attivi in città. L'esposizione documenta in modo ampio l'opera dei quattro maestri maggiori, che proseguirono l'esperienza astratta anche nei decenni successivi, e propone degli altri un saggio della produzione dell'epoca attingendo, in buona parte dei casi, proprio alle opere esposte alla Biennale. La mostra si compone di oltre cinquanta opere, databili agli anni storici di quella esperienza (pochi sono i lavori dei primi anni Cinquanta) tra cui alcune importanti sculture di Aldo Galli, uno dei pochi scultori italiani che ha frequentato il mondo dell'astrazione geometrica.
Le opere esposte provengono soprattutto da collezioni private (ma alcune opere provengono dalla Pinacoteca Civica di Como) e costituiscono un lucido spaccato di un'esperienza maturata negli anni in cui, proprio a Como, architetti come Giuseppe Terragni, Pietro Lingeri e Cesare Cattaneo disegnavano una nuova strada per l'architettura nella logica della struttura razionalista.
La mostra, che è stata promossa dal Civico Museo Parisi Valle di Maccagno (VA) 

pp. 93

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