Giovanna Musetti. Monachesi Futur-Agrà
Edizioni del Tagliamento – I° edizione maggio 1972 Pollenza di Macerata ( Mc )
Buone condizioni; le foto documentano le condizioni complessivamente buone dell’esemplare in oggetto. Tuttavia si può notare un difetto nella rilegatura, soprattutto sul taglio inferiore delle pagine che risultano fuori margine ( dettagli in foto ). Il dorso/costolatura, inoltre, è leggermente svergolato all’indietro. Difetti/vizi presenti ab origine e non influenti su integrità e fruibilità del volume. Péagine nitide, senza sottolineature, segni e/o pieghe di lettura. Non si ravvisano fioriture e/o tracce di patina. Sovraccoperta integra e con blandi danni/segni di usura coerenti con l’età della pubblicazione.
Nel 1964 Monachesi fondò dunque, insieme a Giorgio Cegna e a Silvio Craia, il movimento “Agravitazionale”, o in estrema sintesi “Agrà”. L’intento veniva ben circoscritto nel primo manifesto: «uscire dalla nevrosi ossessiva creata da questo nostro tempo di rapina. Siamo per la civiltà moderna completamente rinnovata dalla rilevazione nelle nuove forze dell’universo antigravitazionale che ribalta tutti i sistemi idioti ed oppressivi» (Gargiulo 2007, 32-33). Laddove dunque molti venivano intimoriti dal senso di disorientamento, l’artista maceratese vide invece un catalizzatore dell’atto creativo. Non esistono schemi predefiniti, non ci sono leggi da rispettare, non c’è una forza di gravità che costringe l’uomo a restare con i piedi ancorati al terreno: se il foglio è bianco, tutto può essere scritto.
In quegli stessi anni, Monachesi deteneva la cattedra di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. La ricerca artistica da lui contestualmente condotta si concentrò nello specifico sui materiali (Magagnini 2007, 63). La volontà di ribaltare «tutti i sistemi idioti ed oppressivi» passa dunque anche attraverso il superamento della tradizione, che è ben diverso dal rifiuto. Accanto infatti ad arti più convenzionali come la pittura, che fu un punto fermo nel corpus monachesiano, dagli anni Sessanta l’artista maceratese impiega materiali di produzione industriale, primi tra tutti l’evelpiuma (particolare tipo di gommapiuma brevettato dalla Pirelli nel 1956) e il perspex, anche noto come plexiglas. Forti della loro natura di creazioni umane, tali materiali diventano simbolo della fiducia nel progresso e nella tecnica: una scelta coerente con la volontà del pensiero agrà di oltrepassare le convenzioni, ma anche un indubbio retaggio del Monachesi futurista.
Musei.macerata.it 30 agosto 2023
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