Luigi Bartolini. Amore di Marca. A cura di Fabio Ciceroni e Ezio Bartocci

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Consiglio Regionale Marche – I° edizione dicembre 2013 Ancona

Buone condizioni; come si evince dalle foto espressamente realizzate per questa inserzione, l'esemplare in oggetto è in uno stato di conservazione decisamente buono : rilegatura flessibile solida e compatta e pagine senza segni, sottolineature e/o pieghe di lettura. Il piatto anteriore e posteriore sono totalmente integri e senza danni/segni di usura degni di nota ( normale usura da scaffale, vedi dettagli in foto ). Pagine alquanto nitide, tanto all’interno che sui tagli, senza tracce di patina e/o fioriture.

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“Un libro omaggio che il Consiglio regionale ha doverosamente inteso tributare nella collana dei Quaderni a Luigi Bartolini”. Queste le parole del presidente Antonio Mastrovincenzo per spiegare le ragioni di una pubblicazione che indaga una parte della produzione dell'artista marchigiano, maestro nell'incisione, nato a Cupramontana (1892 – Roma 1963), e profondamente legato alla sua terra d'origine. 

“Figura complessa e poliedrica Luigi Bartolini – scrive il presidente del Consiglio regionale nella presentazione del libro – in cui vive una vis polemica, uno spirito anarchico, una veracità contadina, che alimentano continuamente la sua attività di scrittore, critico d'arte e poeta, la quale non è stata certo inferiore a quella calcografica. Tradizione, spirito critico e lirismo, sono tre aspetti del carattere artistico di Luigi Bartolini e, potremmo dire, il concentrato della sua marchigianità più profonda”.

“Bartolini – continua Mastrovincenzo - uomo del Novecento, che del “secolo breve” ha vissuto le stagioni più intense, la prima guerra mondiale e il fascismo, la ricostruzione post-bellica fino al boom economico, meriterebbe una riscoperta ancora più attenta ed approfondita rispetto a quanto opportunamente si sia iniziato a fare. E con lui alcuni luoghi del cuore, come l’Eremo dei frati bianchi. Rileggere oggi la sua eredità intellettuale significa anche comprendere quanto sia importante uscire sempre dalle secche del localismo ed essere capaci di pensare in grande. Bartolini lo ha fatto avendo sempre presenti i borghi, le case, le figure ed i paesaggi di questa terra marchigiana. Ma nella sua opera c’è sempre un respiro di grande portata che ne proietta il pensiero in una dimensione che va ben oltre i confini marchigiani e lo pone come interprete critico dei grandi temi della modernità”. 

pp. 145



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