Un filo di zafferano per un colore mediterraneo. Origini, diffusione, usi, composizione e proprietà la sua presenza in italia.
Rivista Abruzzese – I° edizione ottobre 2008 Castel Frentano
Buone condizioni; come si evince dalle foto espressamente realizzate per questa inserzione, l'esemplare in oggetto è in uno stato di conservazione decisamente buono : rilegatura flessibile solida e compatta e pagine senza segni, sottolineature e/o pieghe di lettura. Il piatto anteriore e posteriore sono totalmente integri e senza danni/segni di usura degni di nota ( normale usura da scaffale: piega per vizio di posizione a scaffale sul bordo superiore del piatto posteriore, vedi dettagli in foto ). Pagine alquanto nitide, tanto all’interno che sui tagli, senza tracce di patina e/o fioriture
Si narra che lo zafferano giunse in Italia nel XVI secolo portato da un monaco abruzzese del Tribunale dell’Inquisizione. Riguardo a questo punto le fonti storiche forniscono notizie contraddittorie. Nell’Italia meridionale, Sicilia in particolare, la coltura sembra fosse già presente. Un piccolo comune presso Catania trae appunto il suo nome dalla pianta , chiamandosi Zafferana Etnea; anche nella provincia de L’Aquila un piccolo paese posto al centro della zona di coltivazione, Tussio, sorge su di un colle chiamato Croco ( lo zafferano è noto come Crocus sativus ).
pp. 253
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