Aurelio Manzi. Legumi della montagna abruzzese
Talea Edizioni – I° edizione ottobre 2008 Rocca S.Giovanni ( Ch )
Ottime condizioni; come si evince dalle foto espressamente realizzate per questa inserzione, l'esemplare in oggetto è in uno stato di conservazione decisamente buono : rilegatura flessibile solida e compatta e pagine senza segni, sottolineature e/o pieghe di lettura. Il piatto anteriore e posteriore sono integri e senza danni/segni di usura degni di nota ( normale usura da scaffale, vedi dettagli in foto ). Pagine alquanto nitide, tanto all’interno che sui tagli, senza tracce di patina e/o fioriture.
Forse in nessun’altra regione italiana, come le aree montane abruzzesi è possibile rinvenire un così alto numero di legumi antichi, all’origine dell’agricoltura mediterranea, spesso dimenticati come nel caso delle cicerchie, lenticchie, mochi, robiglio, cicerchiola, veccia di Narbona e così via. Inoltre, va rilevata una interessante diversità nell’ambito di alcune specie coltivate. Emblematico è il caso del cece di cui, solo sulla montagna del Gran Sasso, se ne coltivano ancora tre differenti varietà tradizionali. Inoltre, le conche montane o i fertili terreni lungo i fiumi hanno svolto un ruolo importante per la coltivazione dei fagioli arrivati dall’America.
pp. 64
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