Giancristiano Desiderio. Storia di Sant’Agata dei Goti nel ventennio fascista
Edizioni Il Chiostro – I° edizione maggio 2015
Ottime condizioni; come si evince dalle foto espressamente realizzate per questa inserzione, l'esemplare in oggetto è in uno stato di conservazione decisamente buono : rilegatura flessibile solida e compatta e pagine senza segni, sottolineature e/o pieghe di lettura. Il piatto anteriore e posteriore sono totalmente integri e senza danni/segni di usura degni di nota ( normale usura da scaffale, vedi dettagli in foto ). Pagine alquanto nitide, tanto all’interno che sui tagli, senza tracce di patina e/o fioriture.
Una storia, quella di uno dei podestà più longevi della storia d’Italia, caduta nell’oblio. “Ci sono voluti ottanta anni affinché qualcuno riportasse alla luce la storia di mio padre e ridesse dignità alla sua figura”, ha spiegato una commossa Liliana De Prisco ringraziando l’autore del libro.
Ma quella del podestà di Sant’Agata de’ Goti non è l’unica storia che riemerge dal libro di Giancristiano Desiderio. C’è la storia di Guido Cervo, primo soldato santagatese morto nella Grande Guerra; quella di Oscar Renato De Lucia, ritornato dall’Uruguay in Italia per partire per il fronte; e quella di Sabatino Palma, soldato fotografo e pittore impegnato in Etiopia con l’esercito italiano e poi prigioniero in India.
E poi ci sono i luoghi, il monumento dei Caduti di piazza Trieste, la vicenda dell’allargamento di via Roma e dei portici del monastero delle Redentoriste.
Testimonianze del periodo fascista: un fascismo che a Sant’Agata – ed in tanti centri della provincia italiana e in particolare del mezzogiorno – non fu di movimento, ma piuttosto “prefettizio”, come lo definisce nel suo libro Desiderio.
Un fascismo d’opportunismo: dove a guidare la politica locale non vi erano gli ideali mussoliniani ma la semplice ricerca di una poltrona o di un posto al sole. Un fascismo dove le beghe erano tutte interne al partito, e finivano sui manifesti o sui volantini. Ma comunque colpevole e complice, legittimandolo, del fascismo di Roma, che portò l’Italia in guerra, emanò le leggi razziali e privò gli italiani della loro libertà.
In quegli anni che vanno dalla Prima alla Seconda Guerra Mondiale, Sant’Agata cambiò la sua faccia, anche dal punto di vista urbanistico. Le storie raccontate da Giancristiano Desiderio – corredate di foto e documenti – escono dagli album dei ricordi delle famiglie santagatesi e dai faldoni dell’Archivio di Stato di Benevento e del Comune di Sant’Agata de’ Goti.
Storie da leggere e scoprire. Un volume da tenere nella propria libreria, da consultare spesso per riscoprire la storia di Sant’Agata de’ Goti, e con essa quella del Sannio e della nostra Italia. ( Vincenzo De Rosa,https://portaledelfascismo.altervista.org/ )
pp. 268
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