Francesco Innamorati. Un’antifascista abruzzese martire della libertà

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Edizioni Noubs – I° edizione 2006 San Giovanni Teatino

Ottime condizioni; come si evince dalle foto espressamente realizzate per questa inserzione, l'esemplare in oggetto è in uno stato di conservazione decisamente  buono : rilegatura flessibile solida e compatta e pagine senza segni, sottolineature e/o pieghe di lettura. Il piatto anteriore e posteriore sono  integri e senza danni/segni di usura degni di nota ( normale usura da scaffale, vedi dettagli in foto ). Pagine alquanto nitide, tanto all’interno che sui tagli, senza tracce di patina e/o fioriture.

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Francesco Innamorati nacque da genitori angolani, da Stefano e Pia Vicentini, il 17 gennaio 1907 a Montegiorgio (Ap). Francesco trascorse l’infanzia e la prima giovinezza a Città Sant’Angelo (risiedeva nel Palazzo Baronale), poi frequento e completò gli studi classici presso il liceo “G. B. Vico” di Chieti. Presto si appassionò alla politica, aderendo al Partito popolare di Don Sturzo.
Nel 1930 Francesco Innamorati si laureò in ingegneria elettrotecnica presso il Politecnico di Torino ed entrò come ispettore tecnico nella amministrazione delle poste e telegrafi. Trasferito da Bologna, prima sede di lavoro, a Verona, il 7 novembre 1936 invio alla federazione del P. N. F. una lettera di dimissioni dal partito, ritenuto responsabile di aver scatenato una guerra ingiusta contro uno stato sovrano e di perseguire una politica che aboliva ogni forma di giustizia e di libertà. La reazione non si fece attendere, infatti egli venne licenziato dal lavoro perché la sua presenza “non era compatibile con le generali direttive del governo fascista”.
La lettera di dimissioni dal P. N. F., inviata nel pieno fulgore fascista, rappresenta un caso assai raro se non l’unico, come in seguito sottolineato dalla stampa libera. Il periodo milanese per Francesco Innamorati fu caratterizzato da un progressivo impegno nella attività politica clandestine condotta insieme ad Ugo La Malfa. La maturazione politica avvenne con nuove idee che lo indussero ad una revisione delle precedenti posizioni, cosi che aderì al Partito d’Azione, entrando nel gruppo di Giustizia e Liberta.
 L’impegno politico di Francesco Innamorati fu costante e continuo fino al 17 giugno 1944, quando la rete clandestina della quale faceva parte, in seguito a delazione, fu scoperta e lui venne arrestato dai militi fascisti della repubblica di Salò. Nel carcere di S. Vittore di Milano rimase fino al 15 agosto, poi fu trasferito a quello di Bolzano.
II 5 settembre fu tradotto in Germania, insieme ad altri partigiani, al campo di concentramento di Flossemburg e il 7 ottobre a Koyyer. Quei giorni furono di grande sofferenza fisica e morale, quando fu sottoposto alle più brutali vessazioni, condotto ai lavori forzati ed a trattamenti particolarmente violenti e aggressivi. I continui patimenti, la denutrizione, gli stenti quotidiani ed il conseguente stato di debolezza minarono il suo fisico. Per di più, in una particolare circostanza punitiva, gli fu ripetutamente percosso il capo, con conseguenze che si rivelarono fatali. Verso la metà di marzo 1945, in conseguenza dell’avanzata delle truppe alleate, i deportati vennero trasferiti al campo di concentramento di Dachau. Qui la tortura si fece più violenta e Francesco Innamorati era ormai allo stremo. Il 27 aprile 1945 le truppe alleate liberarono il campo ma dopo due giorni Francesco morì, nello squallore di quel luogo di tortura. Fonte:Giovanni Allegro – Gente d’Abruzzo – Dizionario biografico – Andromeda Editore – 2006

pp.95

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